Già Direttore della Federacciai, poi della Federazione della filiera cartaria, infine del CONAI (il Consorzio Nazionale per il ricupero degli Imballaggi) attraverso il quale ha organizzato e insegnato agli Italiani l’importanza della raccolta differenziata e del riciclo dei materiali.
Stanco da subito della pensione, diviene promotore e Presidente del Coripet (il Consorzio che ha introdotto in Italia, la raccolta diretta presso i supermercati delle bottiglie di plastica/pet, per il riciclo e la rifabbricazione delle stesse), ora impegnato, come Presidente di Smart City Group nel progetto di riconversione industriale dello stabilimento ex Fiat di Termini Imerese e nella riconversione delle aree dismesse dell’Acciaieria di Taranto. Abituato a confrontarsi con problematiche complesse e, spesso innovative, gli abbiamo chiesto cosa si aspetta dal nostro Comune.
Nella durata della chiacchierata ha provato a spiegare in dettaglio quali sono i riferimenti dei vari passaggi, a cominciare da quello energetico, le cui scelte valgono ben più di un mandato amministrativo, i cui i ragionamenti vanno spostati dal breve al lungo termine, cosa che la politica (purtroppo anche locale) si ricorda sempre meno di fare. Questo vuol dire che anche gli obiettivi ordinari e le scelte quotidiane e necessarie devono essere già inseriti e in linea con i grandi obiettivi di questo scenario evolutivo più ampio.
Il passaggio alla tecnologia 5G, ormai inevitabile e quindi da perseguire rapidamente, permetterebbe di creare servizi interconnessi fra loro, che vanno dal controllo dell’ambiente (ahi Briantea, vedremo finalmente il livello di emissioni, per spingere chi di dovere a togliere un po’ di traffico!), al controllo della mobilità, alla telemedicina (qui credo di sfondare una porta aperta pensando a una diversa assistenza agli anziani, con assistenza domiciliare e controlli a distanza), ai servizi diretti alla popolazione, alla sicurezza, e molto altro ancora.
Quando noi bruciamo un combustibile fossile (carbone, metano, petrolio, benzina) produciamo anidride carbonica CO2. Questo gas viene immesso nell'atmosfera e tende a formare una sorta di cappa intorno alla terra che imprigiona il calore (effetto serra). Limitare questa produzione aiuta in modo determinante a non aumentare la temperatura di tutto il pianeta.

