Nella durata della chiacchierata ha provato a spiegare in dettaglio quali sono i riferimenti dei vari passaggi, a cominciare da quello energetico, le cui scelte valgono ben più di un mandato amministrativo, i cui i ragionamenti vanno spostati dal breve al lungo termine, cosa che la politica (purtroppo anche locale) si ricorda sempre meno di fare. Questo vuol dire che anche gli obiettivi ordinari e le scelte quotidiane e necessarie devono essere già inseriti e in linea con i grandi obiettivi di questo scenario evolutivo più ampio.
L’Unione Europea ha stabilito, con una sua Direttiva, l’impegno per gli stati membri di raggiungere gli obiettivi fissati dal “Pacchetto Clima Energia 20-20-20”, ossia:
- riduzione del consumo di energia primaria attraverso la riduzione del 20% delle emissioni di CO₂;
- incremento del 20 % della quota di energia prodotta da fonti rinnovabili;
- aumento del 20 % del risparmio energetico.
Obiettivi che il Consiglio europeo ha già modificato e reso più ambiziosi a orizzonte 2030:
- 40% emissioni di gas serra;
+27% rinnovabili sui consumi finali di energia;
+27% efficienza energetica(nell'ambito del winter package la Commissione ha proposto un +30%).
Provando con alcuni esempi a inserire questi obiettivi in un programma relativo al ns. Comune è emerso che la riduzione dei “gas serra” è strettamente connessa alla cosiddetta mobilità e alla qualità dei consumi energetici. Parlando di gas serra prodotti dalla mobilità, basta dare uno sguardo quotidiano alla Briantea, ove vi sono code che iniziano alle 6/7 del mattino e che proseguono per tutta la giornata, per rendersi conto che senza alcuni cambiamenti radicali da programmare coi comuni vicini, (ma non solo), questo obiettivo non sarà mai raggiunto.
Per Longhi sarà necessario il prolungamento e completamento della Tangenziale di Como, certamente, ma anche trovare nuovi percorsi, perché il problema non riguarda solo noi.
L’altro grande tema riguarda la produzione di energia e l’efficienza energetica. ”La produzione e l’efficienza non si equivalgono, anzi la differenza è sostanziale, perché se nella produzione c’è un’idea di risparmio e di riduzione dell’uso dell’energia, e dunque in un certo senso di privazione di confort per i cittadini, nel concetto di efficienza non c’è la riduzione dell’utilizzo, bensì lo sviluppo nell’innovazione tecnologica, in qualsiasi sua forma e l’uso di una serie di strategie, pianificazioni e programmazioni in grado di garantire i servizi necessari consumando meno energia. Garantire una efficienza energetica vuol dire assicurare ai cittadini lo stesso o addirittura maggiore livello di benessere, ma a costi minori”.
Il primo passaggio riguarda il reperimento di energia pulita ed è per questo che occorre sostenere l’installazione di pannelli solari presso le abitazioni private e negli edifici pubblici, in un territorio fra l’altro ben esposto al sole.
Il Comune potrebbe promuovere gli interventi, e affiancare privati e aziende in questo sforzo, peraltro ora sostenuto finanziariamente anche dalla politica governativa. Questo investimento si ripagherebbe in poco tempo, specie tenuto conto degli aumenti del 40% annunciati del costo dell’energia, di cui peraltro si parla poco (e in ogni caso meno del green pass).
Per l’obiettivo di efficienza energetica è la pubblica amministrazione che in realtà può e deve diventare il vero primo soggetto del cambiamento. Già intervenendo sull’illuminazione pubblica con l’adozione di lampade a led, si otterrebbero risparmi di energia dell’ordine del 50/60%, senza contare le altre migliorie (come i più bassi costi di manutenzione e la maggior durata delle fonti luminose).
“Gli interventi sulla rete elettrica pubblica, specie se fatti in project financing (cioè con il supporto di altri soggetti come l’Enel o privati) potrebbero essere anche funzionali e legati alla più ampia trasformazione del Comune in una cosiddetta “città intelligente”. L’utilizzo delle nuove tecnologie digitali per l’erogazione di tutta una serie di servizi al cittadino, ha bisogno come infrastruttura proprio dei pali della luce (che quindi dovrebbero essere sostituiti con pali “intelligenti”(dando anche un contributo all’estetica del territorio).

