Intervista al dott. Giancarlo Longhi, esperto di politiche ambientali. Prima parte.

Intervista al dott. Giancarlo Longhi, esperto di politiche ambientali. Prima parte.

Già Direttore della Federacciai, poi della Federazione della filiera cartaria, infine del CONAI (il Consorzio Nazionale per il ricupero degli Imballaggi) attraverso il quale ha organizzato e insegnato agli Italiani l’importanza della raccolta differenziata e del riciclo dei materiali.
Stanco da subito della pensione, diviene promotore e Presidente del Coripet (il Consorzio che ha introdotto in Italia, la raccolta diretta presso i supermercati delle bottiglie di plastica/pet,  per il riciclo e la rifabbricazione  delle stesse), ora impegnato, come Presidente di Smart City Group nel progetto di riconversione industriale dello stabilimento ex Fiat di Termini Imerese e nella riconversione delle aree dismesse dell’Acciaieria di Taranto. Abituato a confrontarsi con problematiche complesse e, spesso innovative, gli abbiamo chiesto cosa si aspetta dal nostro Comune.


 C’è da ripensare non solo come migliorare questo nostro Comune, che è prima di tutto il bene comune e la qualità di chi ci vive, ma anche come rendere attrattivo il nostro territorio, ormai integrato, senza soluzione di continuità, col più  grande nucleo cittadino e con lo spazio economico circostante attraverso la  funzione, ormai acclarata, di volano commerciale della Città oltre che di snodo logistico lungo le tre grandi direttrici di percorrenza di persone e merci.”
“Pare quasi scontato dire che qualunque “Patto” che voglia dare concretezza ai programmi, non possa prescindere da queste valutazioni e dalle modalità con cui  conviverci.”  “Sfruttando i disagi attuali come “leva” per trasformare i problemi in opportunità, partecipando attivamente a risolvere, anziché solo subirle, queste “diseconomie” derivanti dalla particolare posizione potranno favorire nuove scelte nei vari settori e nuove logiche di servizio ai cittadini”. “Potremmo diventare in sostanza, una vera “smart green community”, cioè una comunità  orientata alle nuove tecnologie digitali (smart city) recuperando quella dimensione di “sostenibilità” che in passato l’hanno fatta preferire alla Città”.
Indicando alla rinfusa in brainstorming, le idee da perseguire, tira fuori per  prima cosa  l’introduzione delle fonti energetiche rinnovabili; i parchi solari innanzitutto: solare termico e fotovoltaico, poi gli impianti idroelettrici (anche piccoli), la possibile valorizzazione delle biomasse. Introduce poi un argomento che ritiene di grande importanza proprio nel nostro territorio che è costituito prevalentemente in termini di superficie da boschi: la gestione del patrimonio boschivo, anche in collaborazione coi comuni limitrofi, magari gestito da una cooperativa di servizi e creare qualche posto di lavoro. La seconda cosa di cui avverte la necessità è di aggregare i giovani. Pensa ad esempio a una associazione di giovani universitari che potrebbe ad es. gestire il GREST e diffondere quelle competenze da next generation di cui sono padroni. Il terzo punto che solleva è la sistemazione urbanistica dell’area Bagliacca, che può diventare l’asse urbanistico del nostro territorio. Un suggerimento importante è quello di creare la rete 5G utilizzando la palificazione dell’illuminazione stradale. Sollecita quindi un ripensamento urbanistico del nostro territorio, con lo sguardo proiettato in avanti in termini di decenni.