Intervista al dott. Fabio Gatti.
Molti anni fa quando l’amministrazione di allora decise di acquistare il rustico del Sartoris, fui decisamente entusiasta dell’idea di realizzare un piano sanitario a Tavernerio. Allora eravamo legati all’idea dell’ambulatorietto del centro civico: prima si erano introdotti i prelievi una volta alla settimana, poi tre volte, poi era venuta la pediatra.
Ora come ti trovi ad operare in questo poliambulatorio?
La struttura è comoda dal punto di vista logistico dell’accesso e del parcheggio, ma gli spazi sono quelli che sono. Avere una struttura più ampia, esperienza COVID insegna, permetterebbe di fare altre cose: per es. qui non possiamo fare i vaccini perché gli spazi sono troppo risicati. Devi tenere le persone per un quarto d’ora. C i sarebbe da organizzare un percorso diverso che qui non si può fare. Recentemente stanno distribuendo i tamponi ai medici che ne hanno dato la disponibilità, per i bambini che necessitano del green pass. E di nuovo noi non abbiamo una struttura adeguata.
Occorre comunque progettare luoghi che tengano conto delle incognite che ci possono essere nel territorio , che possono essere di natura sanitaria, ma anche non solo sanitaria. Credo poi sempre molto nelle opportunità in ambito di convenzione. La popolazione diventa anziana, strutture a pagamento ce ne sono tante, ma noi dobbiamo poter lavorare tramite il servizio sanitario nazionale.
Potresti fare qualche esempio concreto?
Nel caso dei pazienti con bronchite cronica ostruttiva, per ottenere alcuni farmaci, fino a poco tempo occorreva un piano terapeutico che veniva compilato solo dallo specialista ospedaliero Ora questi farmaci possiamo prescriverli noi, previa esecuzione di un esame spirometrico. Ma chi e dove viene fatta la spirometria? Potrebbe essere eseguita qui. Si potrebbe fare un ambulatorio per il diabete, per l’ipertensione. Con gli spazi adeguati si potrebbe far partire la telemedicina. Se i medici presenti sono 3 o 4 ci si convenziona con una struttura pubblica che la possa offrire, l’infermiera applica l’Holter pressorio piuttosto che quello dinamico o l’elettrocardiografo e si inviano i dati per via telematica per poi ottenere la diagnosi e i consigli terapeutici dallo specialista a distanza. Io e il dott. Micieli, condividiamo un‘infermiera che al mattino per due ore tiene aperto un ambulatorio infermieristico: piccole medicazioni, misura della pressione arteriosa ecc., e siccome al mattino siamo presenti noi medici, può relazionarsi con noi per aggiornarci o per chiedere consigli. Questo servizio potrebbe essere potenziato in presenza di spazi adeguati. Io e il dr Micieli portiamo avanti l’associazione medica, la famosa medicina di gruppo. Sarebbe interessante estenderla ad Albese che, secondo la suddivisione del territorio operata dall’AST, fa parte dello stesso ambito di Tavernerio. Difficile per ora pensare ad una guardia medica H24, ma assicurare la continuità assistenziale dalle 8 alle 20 sarebbe già molto importante.
Secondo te ci sono motivi validi per realizzare un nuovo polo sanitario?
In conclusione i motivi per cui realizzare un polo sanitario più grande e adeguato alle necessità sanitarie moderne ci sono e sono molti.
Se un domani dovesse andare in porto, in sede di progetto e organizzazione io ci sono, non ho nessun imbarazzo a sostenere progetti del genere. Come mi piacerebbe anche studiare la possibilità di offrire alla popolazione occasioni di aggregazione e associazione a livello del centro civico. Penso che adesso alcune associazioni si siano un pò perse. Io continuo a crederci a queste cose anche se non ho più le energie di una volta. La piazza con il Sartoris è un’idea che può decollare tornando al vecchio progetto di farla diventare il fulcro del paese.

