Intervista a Pierluigi Invernizzi, Presidente della Fondazione Asilo Angelo Borella.

Intervista a Pierluigi Invernizzi, Presidente della Fondazione Asilo Angelo Borella.

Presidente, due o tre anni fa si temeva la chiusura della Fondazione. Com’è la situazione attuale?
L’asilo va bene. Ora i conti sono stati messi in ordine grazie ad un intervento attento e puntuale sulla situazione economica e grazie alla riorganizzazione della macchina amministrativa. Oggi si guarda al futuro con maggiore ottimismo.


Qual è il ruolo dell’asilo Borella?
La missione della Fondazione, per statuto, è quella di venire incontro alle esigenze della popolazione, svolgendo un importante ruolo didattico e di sostegno alle famiglie. Questo impegno è sempre stato rispettato e ultimamente, anche in relazione alla pandemia, è ulteriormente aumentato col prolungamento degli orari di apertura dalle 7,30 alle 18,00 e con l’apertura per 12 mesi all’anno, tranne nei giorni festivi. La risposta delle famiglie è stata estremamente positiva: gli iscritti alla scuola materna sono circa 40, suddivisi in 2 sezioni, mentre la richiesta per l’asilo nido è addirittura esplosa, con 24 iscritti suddivisi in 3 sezioni.
Ci sono novità in merito all’attività educativa?
Durante la fase acuta della pandemia, gli sforzi sono stati concentrati sui provvedimenti atti a ridurre la possibilità del contagio: il parco esterno è stato ristrutturato con la costruzione di 4 gazebi fissi di circa 100 metri quadrati, forniti di tavoli per favorire le attività all’aperto e con la cura maniacale del verde (circa 4000 metri quadrati di giardino). Erano stati inoltre introdotti i divisori degli spazi didattici ed era stata abolita la sala mensa. Con l’allentamento della situazione sanitaria, abbiamo iniziato un nuovo percorso educativo. È stata inserita una psicologa laureata in neuroscienze con il compito di seguire i bambini, ma anche coordinare l’attività degli insegnanti e tenere i rapporti con le famiglie. Anche in questo caso le famiglie hanno risposto positivamente e cominciano a pervenire richieste di consulenza. Per il mese di settembre e ottobre abbiamo avviato l’attività teatrale e, nel mese di ottobre, quella musicale, in collaborazione con due realtà presenti sul territorio (“Joshua blues club”, laboratori musicali di percussioni e chitarra, e Erika Renai, laboratorio teatrale).
L’asilo Borella ha una funzione sociale?
Oltre alle attività sociali già descritte, l’asilo ha organizzato il Centro Estivo nei mesi di luglio e agosto, con circa 120 iscritti. In questi ultimi anni inoltre abbiamo ospitato anche alunni con disturbo dello spettro autistico che spesso vengono accolti solo in strutture specializzate a discapito della socializzazione che si può ottenere attraverso l’inserimento effettivo in un contesto di normalità.
Come sono i rapporti con l’Amministrazione?
Inizialmente ho avuto l’investitura da parte dell’Amministrazione di farmi carico del problema dell’asilo, a fronte di aiuti concreti. In realtà, al di là delle promesse formali, non c’è stato nessun cambiamento rispetto al passato. Oggi vige una convenzione con il Comune, che garantisce un’entrata di circa 40.000 Euro l’anno a fronte del versamento di 60.000 Euro di IMU (che diminuiranno dopo la vendita di alcuni cespiti). Al di là della convenzione non abbiamo ricevuto alcun contributo, salvo quelli girati e previsti dalla Regione in merito alle nostre attività. Il Comune sostanzialmente equipara l’asilo Borella a una struttura privata, dimenticando che è una scuola paritaria con un'importante funzione sociale pubblica.
Come dovrebbe essere il rapporto dell’Asilo con il Comune?
Dovrebbe essere improntato ad una strettissima collaborazione, in considerazione della funzione sociale dell’Asilo. Solo così sarà possibile, tra l’altro, andare incontro a famiglie con figli problematici, ma anche con difficoltà economiche. Ricordiamo che in questi anni abbiamo accolto famiglie disagiate senza ricevere alcun sostegno dal Comune.